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Push e il Progetto Stargate
Come hanno più volte dichiarato il regista Paul McGuigan e lo sceneggiatore David Bourla, il contesto in cui si svolge Push è ispirato a fatti reali, e in particolare a progetti governativi volti a sviluppare una forma di spionaggio “psicicho” internazionale, in particolare durante la Guerra Fredda.
Il Progetto Stargate rientra in questo contesto. Si tratta di uno dei progetti sviluppati dal Governo degli Stati Uniti con l’intenzione di investigare il potenziale militare di fenomeni psichici. Il Governo era interessato, in particolare, alla possibilità di osservare a distanza, senza neanche muoversi dal proprio territorio, le mosse del Nemico (all’epoca, i Paesi comunisti). Partito nel 1970, il Progetto Stargate durò oltre 25 anni e finanziò ricerche alla Stanford e all’American Society for Psychical Research per sviluppare potenziali tecniche di spionaggio a “distanza”.
Trattandosi di argomenti spinosi e poco dimostrabili, il Governo decise di finanziare i progetti come lo Stargate su base annuale: un comitato si occupava di analizzare i risultati (e la loro efficacia) ogni sei mesi. Effettivamente, le tecniche di “visione remota” vennero riconosciute come attendibili, ma agli “osservatori” non venivano mai comunicati i risultati delle loro visioni (positivi o negativi che fossero) perché si riteneva che tali informazioni potessero modificare la confidenza in se stessi e quindi la qualità del lavoro. Durante gli esperimenti e le sessioni degli Osservatori la CIA cercava informazioni su luoghi ed eventi correnti, ma più volte capitò che gli Osservatori dessero informazioni su eventi futuri.
Il Progetto Stargate venne sviluppato per poter determinare un vero e proprio insieme di protocolli e procedure atte a rendere più scientifica e precisa la ricerca di informazioni tramite la chiaroveggenza e le esperienze extracorporee. Nel suo massimo splendore coinvolse ben 14 laboratori nella ricerca sulla “visione remota”, anche se si riporta una sola missione ufficiale. All’epoca erano coinvolti nelle ricerche c’erano ben 22 “osservatori”: nel 1995, quando Stargate venne chiuso, questo numero si era ridotto a tre (con un budget di 500mila dollari all’anno). L’Esercito USA non ebbe mai completa fiducia nella visione remotae nelle tecniche psichiche, ma negli anni ‘70 e ‘80 i risultati dei vari Osservatori (disegni, chiaroveggenze, report di luoghi ed eventi che avvenivano in Unione Sovietica o in altri punti caldi della Guerra Fredda) venivano presi molto seriamente dalla CIA.
Fonte: Wikipedia USA
Leggi tutto »Push: lo sapevate che…
- …Chris Evans, protagonista del film, è già stato un supereroe al cinema? E’ l’attore che ha interpretato la Torcia Umana nei Fantastici Quattro. Tuttavia il regista Paul McGuigan non lo ha scelto per quel motivo, ma perché lo ha visto in Sunshine di Danny Boyle, un altro film fantascientifico.
- …Nonostante le impressioni, Push ha molto poco a che fare con Jumper, sia stilisticamente che tematicamente? I punti in comune con il film del 2008 sono il villain, casualmente di colore in entrambi i film (interpretato da Djimon Hounsou in Push), e il fatto che c’entrino dei “superpoteri”. In Jumper l’unico superpotere è il teletrasporto: il film ruota tutto intorno alla mitologia legata a questo potere, e alla “setta” di anti-jumper che tenta di combattere i Jumper. In Push i superpoteri derivano da esperimenti realizzati dalle Divisioni, organizzazioni governative segrete che a partire dalla seconda guerra mondiale hanno iniziato a sviluppare tecniche di spionaggio parapsicologico. Nel film tre ragazzi con poteri di “seconda generazione” vivono nascosti a Hong Kong, tentando di sfuggire dalle grinfie della Divisione americana e cinese: entrambe le organizzazioni vogliono mettere le mani su una misteriosa valigetta.
- …il film è stato spedito nei cinema di tutto il mondo con il nome in codice di “Kinetic“, ovvero “cinetico”?
- Il film è stato ambientato a Hong Kong in onore di Casablanca? Il regista Paul McGuigan lo vedeva come un tributo al film del 1942: negli anni trenta e quaranta la città di Casablanca figurava come rifugio per chiunque volesse nascondersi. Per lui Hong Kong è la Casablanca del ventunesimo secolo.
- …l’unica scena nella quale sono stati utilizzati green-screen (ovvero schermi verdi sostituiti poi con ambientazioni digitali) è quella ambientata nel taxi? Il traffico di Hong Kong è troppo caotico per permettere che la scena venisse girata dal vivo. A parte qualche effetto visivo (come la “guarigione” della schiena di Nick o l’effetto sugli occhi dei Pusher), tutti gli effetti del film sono stati realizzati dal vivo, come effetti speciali o con degli stunt.
- …il film è stato girato con metodi non convenzionali? Hong Kong è troppo caotica per ospitare riprese in esterni con una troupe e molte comparse, e così le scene in esterni sono state girate con uno stile “guerrilla”, ovvero nascondendo le cineprese (che montavano pellicola 35 e super35, come si vede dal disturbo di certe immagini) dentro a contenitori, camioncini, girando attraverso fessure o piccoli buchi, con gli attori che recitavano per le strade.
- …il rapimento di Kira (Camilla Belle) è stato realmente inscenato? E la cosa incredibile è che nessun passante ha reagito. La scena è stata girata in mezzo alla strada: Kira viene avvicinata da due membri della Divisione che la afferrano e la costringono a seguirla. Le cineprese erano nascoste tra i palazzi e in un paio di camion, eppure nessun passante ha cercato di salvare la ragazza.
Nei prossimi giorni continueremo a pubblicare approfondimenti e curiosità sul film: continuate a seguirci, e diteci cosa pensate di Push!
Fonte: (in parte) Trivia di IMDB
Leggi tutto »Da oggi Push al cinema!
Ci siamo: oggi Push esce nei cinema di tutt’Italia!
L’avventura d’azione fantascientifica con Dakota Fanning (la Jane di New Moon) e Chris Evans (la Torcia Umana dei Fantastici Quattro) racconta la storia di un gruppo di ragazzi con poteri paranormali che cercano di fuggire da una organizzazione governativa intenzionata a trasformarli in macchine da guerra.
Il film è prodotto dalla Summit Ent. e distribuito dalla Eagle Pictures, le stesse di Twilight, ed è grazie a questo legame forte con la saga cinematografica che è stato possibile organizzare un grande concorso che mette in palio un viaggio per due persone sul set italiano di New Moon, il sequel di Twilight, le cui riprese sono iniziate da poco e si terranno prossimamente anche nel nostro Paese.
Qui sotto trovate alcuni dei contenuti che abbiamo pubblicato sul blog nel corso di queste ultime settimane. Continuate a seguirci nei prossimi giorni, perché pubblicheremo approfondimenti e altro materiale riguardo al film di Paul McGuigan!
- La trama e il cast di Push
- Il trailer e tutti i video
- La gallery con tutte le foto di Dakota Fanning e Chris Evans
- Gli approfondimenti sui superpoteri
- Concorso “Vinci il set di New Moon”: il regolamento
Come è nata l’idea di Push
Lo sceneggiatore di Push, David Bourla, parla a Sci-Fi spiegando come è nata l’idea che sta alla base del film. Inizialmente Bourla voleva scrivere un film sul viaggio nel tempo, ma dopo aver desistito lo sceneggiatore ha deciso di scrivere un film basandosi sul suo amore per il cinema fantascientifico e su alcune sue esperienze personali… decisamente strane.
Iniziamente avevo scritto una serie di film basati sul viaggio nel tempo low-budget. Ne diressi anche uno, ma dopo un po’ divenni molto frustrato perché non interessavano a nessuno. Ti inventi delle regole, e subito la gente scopre che non funzionano. In quel momento stavo uscendo con una ragazza di Coney Island, ed era una persona molto strana, a un certo punto non ero sicuro che fosse realmente la persona che diceva di essere. Non posso entrare troppo nel dettaglio [ride.]
…un episodio che ha fatto scattare la miccia per l’idea di Push, storia di un gruppo di persone con superpoteri “nascoste” tra la gente normale.
Sono affascinato dalla fantascienza e dal fantasy. Sapevo che i governi conducevano esperimenti segreti fin dagli anni venti per creare lo spionaggio psichico, e mi chiesi se in tutti questi anni non era possibile che alcuni avessero dato risultati positivi. Come con la corsa per arrivare sulla Luna: tutti cercavano gli strumenti per aiutare il proprio governo a essere un gradino sopra le altre super-potenze.
Ma la cosa importante era creare una storia diversa dalle altre, nella quale questi poteri fossero più una maledizione che un dono.
Ho sempre pensato che se avessi avuto poteri psichici avrei fatto del mio meglio per nasconderli, invece che indossare un mantello e combattere il crimine. La tematica è simile a quella di Blade Runner: un dio contro un uomo. Queste persone sono state create per diventare degli agenti, e se tentano di scappare da questo vengono cacciate e controllate, perché sono potenti e conoscono dei segreti governativi.
Il film, alla fine, ha avuto diversi cambiamenti rispetto alla storia iniziale, ma Bourla si dice soddisfatto:
Ho 28 versioni diverse della bozza della sceneggiatura. Potrei scrivere delle serie TV con tutte quelle sceneggiature. E’ un processo collaborativo, che funziona un passo dopo l’altro, e sono molto del risultato. Il finale, ovviamente, è senza vergogna. Ho già scritto un sequel: Push Harder!
…ovviamente questa era una battuta: scoprirete il finale andando al cinema dal 27 marzo! In realtà, già stasera ci saranno delle preview nei Warner Cinema di tutta italia. Ricordatevi che per partecipare al concorso per vincere un viaggio sul set di New Moon è necessario spedire almeno un biglietto di Push acquistato entro il 5 aprile compreso! Inoltre, ricordiamo a tutti che (come da regolamento) bisogna inserire un solo biglietto per busta (quindi più biglietti = più buste)!
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Giovedì 26 marzo Push in anteprima serale nei cinema Warner!

Volete vedere Push in anteprima? Potete farlo!
Nonostante il film di Paul McGuigan esca il 27 marzo, Eagle Pictures e il circuito di cinema Warner hanno organizzato una anteprima presso tutte le strutture Warner giovedì 26 marzo alle 21.
Il film verrà proposto in anteprima in tutti i cinema Warner italiani, esclusa la struttura di Lamezia. In questa pagina trovate l’elenco di tutti i Warner Village italiani.
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Vi segnaliamo la pagina Facebook di Push: se volete, potete aggiungervi come fan!
Sapete che i protagonisti Chris Evans e Dakota Fanning passavano il tempo insieme sul set del film, a causa del legame tra i loro due personaggi nella storia, e che questo li ha resi amici durante le riprese? Lo hanno rivelato i due giovani attori, per i quali questa amicizia un po’ fuori del comune (la Fanning ha 14 anni, mentre Evans ne ha 27) non è strana, anzi.
Ecco cosa ha pensato Evans quando ha saputo che Dakota Fanning avrebbe interpretato il ruolo della chiaroveggente Cassie Holmes:
Ho pensato: cavolo, potrei fare del mio peggio e tuttavia funzionerebbe lo stesso bene, perché lei è così brava. Questa ragazzina può creare un legame tra i personaggi utilizzando una pannocchia, e funzionerebbe tutto lo stesso.
…un complimento che ha fatto arrossire la Fanning, che spiega così a Sci-Fi come ha lavorato al suo ruolo:
Ho pensato che fosse davvero importante sviluppare una personalità, un carattere per questo personaggio. Ed è stato molto divertente tirare fuori quelle idee. I capelli di tutti i colori, ad esempio, sono stati una mia idea!
Tuttavia, Dakota ha dovuto lasciare in mano a veri artisti la realizzazione degli schizzi delle sue visioni (nel film è una Watcher, una chiaroveggente) perché non è brava a disegnare, anche se Chris Evans non sembra essere d’accordo:
In realtà si divertiva un mondo con quel blocchetto per gli appunti. Ve lo dico io, non disegna così male come sostiene…
Chris Evans parla poi delle scene d’azione… e di quante botte ha preso il suo stunt! Ecco cosa racconta della Sparatoria Telecinetica:
C’erano alcune scene molto difficili da realizzare con gli stunt. Nel film vengo lanciato in giro per la stanza, finisco contro il soffitto e mi contorco, poi mi alzo ed esco. A dire il vero, dovrei essere paralizzato. Il regista, Paul McGuigan, ci voleva presenti sul set, partecipativi: una cosa rara. E’ stato divertente. E’ grandioso, anche se non hai il permesso di “sporcarti” le mani: ti senti comunque di far parte della scena.
I due concludono l’intervista raccontando cosa ne pensano dei superpoteri come la telecinesi e la chiaroveggenza. Ecco Evans:
Per recitare qualcosa, devi crederci in un certo modo. E secondo me queste cose sono là fuori, per certi versi. Non posso dire con certezza che non esistano.
Lo stesso dice Dakota Fanning:
Sento di poter dire la stessa cosa: non siamo certi che ci siano, così come non siamo certi che non ci siano. C’è gente che ci crede veramente molto, quindi non si sa mai…
Potete leggere qualcosa di più sui superpoteri nella realtà in questi approfondimenti sulla telecinesi e sulla chiaroveggenza.
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